articolo - 5 errori comuni nella manutenzione degli estintori

L’estintore, lo sappiamo bene, e lo abbiamo visto più volte, col suo tipico rosso, è uno di quegli oggetti che spesso passa… inosservato. Già, anche se alla vista lo riconosciamo subito, lo vediamo appeso a una parete, nel corridoio di un’azienda o all’ingresso di un condominio, e diamo per scontato che “funzioni”. Ma, è davvero così scontata la questione? La verità è che, senza una manutenzione corretta, un estintore può smettere di essere un alleato e trasformarsi in un rischio nascosto.

La manutenzione periodica non è comunque un optional, ma è un obbligo stabilito dalla normativa italiana (in particolare dalla UNI 9994-1:2024) ed è ciò che garantisce che l’estintore sia efficiente quando serve davvero.

Eppure, anche in aziende attente, non mancano errori frequenti. Scopriamo insieme i cinque più comuni, e come evitarli.

1 – Pensare che la manutenzione sia solo “un controllo visivo”

Molti credono che “fare la manutenzione” significhi dare un’occhiata all’estintore e verificare che sia al suo posto. In realtà, la manutenzione a norma è un insieme di operazioni tecniche, con tempi e procedure precisi.

In particolare la norma UNI 9994-1:2024 distingue tra:

  • sorveglianza, cioè il controllo visivo periodico effettuato anche dal personale interno;
  • controllo periodico, da eseguire ogni sei mesi da parte di un tecnico qualificato;
  • revisione programmata e collaudo, che verificano lo stato dell’agente estinguente, della bombola e dei componenti interni.

Ma facciamo un esempio pratico: se un’azienda si limita a controllare che l’estintore “sia presente e non abbia la spina mancante”, ma non verifica la pressione, la data di revisione o lo stato della valvola, in caso di emergenza quell’estintore potrebbe non funzionare.

2 – Affidarsi a personale non qualificato

Un altro errore molto diffuso è affidare la manutenzione a chi “se ne intende un po’”.

Dal 25 settembre 2025, questo non è più possibile: infatti è entrato in vigore l’obbligo di qualifica professionale per i tecnici manutentori antincendio, che dovranno dimostrare formazione e competenze certificate. Oltre a essere un requisito di legge, la presenza di un tecnico qualificato è una garanzia di sicurezza. Un manutentore esperto, infatti, non si limita a compilare una scheda, ma individua in anticipo eventuali anomalie, sostituisce guarnizioni e valvole deteriorate, e verifica la conformità del dispositivo al prototipo autorizzato. Un tecnico non certificato può costare meno nell’immediato, ma comportare rischi enormi in caso di incendio o di ispezione.

3 – Ignorare la scadenza della revisione

L’estintore ha una data di revisione periodica, diversa a seconda del tipo di agente estinguente:

  • estintori a polvere: ogni 36 mesi;
  • a CO₂ (anidride carbonica): ogni 60 mesi;
  • a schiuma o acqua: ogni 18 mesi.

Dopo questi intervalli, il dispositivo va revisionato da un tecnico specializzato.

Un errore frequente è pensare che, se “l’estintore non è mai stato usato”, possa durare di più. In realtà, il tempo e le condizioni ambientali (umidità, escursione termica, vibrazioni) possono compromettere l’efficacia anche senza utilizzo.

Anche qui facciamo un esempio reale: un estintore lasciato in un magazzino freddo e umido può accumulare condensa interna e corrosione. Quando serve, la valvola può bloccarsi o la pressione risultare insufficiente.

4 – Posizionarlo nel posto sbagliato (o lasciarlo nascosto)

Un estintore è utile solo se accessibile. Eppure, capita spesso di trovarne uno nascosto dietro una porta, sotto una scala o, peggio, coperto da scatoloni. Il D.M. 10 marzo 1998 e le linee guida dei Vigili del Fuoco stabiliscono che gli estintori devono essere ben visibili, segnalati e facilmente raggiungibili. Questo significa:

  • posizionarli in luoghi di passaggio o in prossimità di potenziali fonti di rischio (quadri elettrici, cucine, aree di deposito);
  • mantenerli a un’altezza adeguata (generalmente tra 1 e 1,5 m da terra);
  • apporre la segnaletica specifica in modo chiaro.

In questo caso l’esempio pratico riguarda un negozio di abbigliamento, l’estintore non deve trovarsi dentro il camerino o dietro le grucce, ma in prossimità della cassa o dell’uscita, dove il personale possa raggiungerlo immediatamente.

5 – Dimenticare la documentazione e il registro di manutenzione

Ogni intervento sugli estintori deve essere registrato: data, tipo di operazione, nome del tecnico, eventuali parti sostituite. Molte aziende trascurano questo aspetto, ma il registro dei controlli è un documento fondamentale. In caso di ispezione o, peggio, di incidente, è la prova che la manutenzione è stata effettuata correttamente. Dal 2024 la documentazione richiesta è diventata più rigorosa, con obbligo di indicare il numero di matricola dell’estintore e la conformità ai modelli approvati.Tenere tutto aggiornato non è solo burocrazia: è parte integrante della sicurezza.

Come evitare questi errori: la prevenzione comincia prima del controllo

Evitare questi errori è possibile, ma richiede organizzazione e costanza. Alcuni accorgimenti semplici possono fare la differenza: sarà quindi necessario pianificare un calendario annuale di manutenzione con promemoria per i controlli; affidarsi solo a tecnici qualificati e certificati; conservare una copia digitale del registro di manutenzione, per evitare smarrimenti; istruire ed aggiornare il personale aziendale sulla posizione e sull’uso corretto degli estintori.

In questo modo, non solo si rispettano le norme, ma si crea una cultura della sicurezza condivisa, dove ogni lavoratore sa come comportarsi in caso di emergenza.

La manutenzione degli estintori è una parte fondamentale della sicurezza antincendio. Non si tratta solo di un obbligo normativo, ma di una responsabilità concreta verso le persone e le attività che vogliamo proteggere. Sapere cosa non fare è il primo passo per fare meglio. E avere al proprio fianco un’azienda specializzata come Ovrema Estintori significa contare su tecnici qualificati, controlli puntuali e consulenze sempre aggiornate alle ultime normative.

Perché la sicurezza non è solo un dispositivo appeso al muro, ma un impegno quotidiano fatto di attenzione, competenza e prevenzione.